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Lanciato il creatore di divise per CFB
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Castore valuta una possibile vendita – ma il marchio è davvero in una posizione di forza?

  • Valutazione Strategica e Offerte: Castore, il produttore britannico di abbigliamento sportivo, sta valutando diverse opzioni strategiche, inclusa una potenziale vendita totale o parziale, a seguito di offerte di acquisizione non richieste.
  • Situazione Finanziaria Critica: Nonostante la rapida crescita del fatturato e un'alta valutazione, Castore non ha mai registrato un utile annuale, accumulando perdite ante imposte superiori a 40 milioni di sterline a causa dell'aggressiva espansione.
  • Danno d'Immagine e Problemi di Qualità: Il marchio ha subito un enorme danno d'immagine tra i tifosi e i club a causa di numerosi disastri legati alla qualità e alla logistica dei prodotti, che hanno portato alla rescissione anticipata di importanti contratti.

Il produttore britannico di abbigliamento sportivo Castore sta valutando diverse opzioni strategiche, tra cui una potenziale vendita totale o parziale, a seguito di presunte proposte di acquisizione non richieste da parte di marchi concorrenti e investitori internazionali. L’azienda con sede a Manchester, fondata nel 2016 dai fratelli Tom e Phil Beahon, ha incaricato la banca d’investimento JPMorgan di valutare le offerte ricevute, che secondo quanto riferito includono potenziali acquirenti provenienti dalla Cina e da altri mercati globali. Sebbene non sia ancora stata avviata una procedura formale di asta, il consiglio di amministrazione sta valutando diversi scenari, che vanno da un investimento di minoranza a un’acquisizione totale, con i fratelli Beahon che dovrebbero mantenere i loro ruoli operativi a prescindere dall’esito.

Il marchio Castore è finanziato dal debito

Questo momento arriva proprio mentre Castore si avvicina al traguardo dei dieci anni. Il marchio ha raggiunto una valutazione stimata di circa 950 milioni di sterline durante un round di finanziamento del 2023 guidato da The Raine Group e da allora ha perseguito un’aggressiva espansione aziendale. L’azienda ha recentemente ottenuto una linea di credito rotativa da 90 milioni di sterline, ha acquisito il storico marchio di capispalla Belstaff con il sostegno di Ineos e ha comprato il tradizionale produttore di calzature Grenson. Nel panorama dell’abbigliamento sportivo, Castore ha anche messo a segno una mossa importante assicurandosi la sublicenza esclusiva di Umbro Professional Team Sports nei principali mercati europei, il che le permette di gestire i contratti per le maglie sotto l’amato marchio del doppio diamante.

Le perdite al lordo delle imposte hanno superato i 40 milioni di sterline

Dietro i titoli sensazionali e le mosse di immagine, però, la storia sembra proprio una narrazione orchestrata o incoraggiata dalla stessa azienda per testare il mercato e alimentare l’entusiasmo sulla sua valutazione. Nonostante vanti una rapida crescita del fatturato e affermi ripetutamente di voler sfidare i colossi del settore come Adidas, Nike e Puma, Castore non ha mai registrato un utile annuale. Nell’ultimo periodo finanziario riportato, le perdite ante imposte hanno superato i 40 milioni di sterline, poiché le incessanti spese in conto capitale, le aggressive garanzie anticipate e l’espansione operativa hanno continuato a superare gli utili.

Cosa ancora più grave, il marchio Castore ha subito un enorme danno d’immagine tra i tifosi di calcio e i dirigenti dei club a causa di una lunga serie di disastri di grande risonanza legati alla qualità e alla logistica. Dalle famigerate maglie “wet-look” che si appiccicavano alla pelle all’Aston Villa, al tessuto che si strappava, agli stemmi che si staccavano, agli errori di stampa e alla gestione caotica degli ordini al dettaglio, le promesse di prestazioni di alto livello dell’azienda si sono regolarmente rivelate un fiasco sul campo. Questi continui passi falsi hanno spinto sia il Newcastle United che l’Aston Villa a rescindere anticipatamente i loro contratti per tornare ad Adidas, lasciando una macchia sulla divisione calcistica di Castore che nessuna strategia di marketing potrà cancellare facilmente.

Col senno di poi, assicurarsi i diritti di licenza di Umbro sembra essere stata la mossa strategica migliore di Castore, permettendo al gruppo di proporre un marchio affidabile e dal sapore nostalgico ai club che erano diventati sempre più riluttanti a firmare accordi con il logo alato di Castore. Castore semplicemente non detiene quella posizione di forza dominante che i suoi fondatori amano dipingere sulla stampa economica.