Avrebbe potuto essere iconico: quando Sega stava per sponsorizzare il Real Madrid
- L'offerta iconica di Sega: Sega propose un'offerta di 1.100 milioni di pesetas all'anno per tre stagioni, che avrebbe raddoppiato le entrate da sponsorizzazione del Real Madrid rispetto al precedente accordo con Teka, a partire dalla stagione 2000-2001.
- La spinta per Dreamcast: La sponsorizzazione rientrava in un'aggressiva campagna di marketing europea di Sega per promuovere la sua console Dreamcast, con accordi simili già stipulati con club come Arsenal, Sampdoria e Saint-Étienne.
- Il mancato accordo finale: Nonostante le trattative avanzate e i forti legami interni, l'accordo non si concretizzò, e il Real Madrid alla fine rinnovò con Teka per una stagione, prima di firmare con Siemens Mobile nel 2002.
E se il Real Madrid avesse sfoggiato il logo Sega sul petto all’inizio del millennio? È riemerso un affascinante articolo del quotidiano spagnolo Marca, pubblicato originariamente il 10 novembre 1999, che rivela quanto il colosso giapponese dei videogiochi fosse vicino a conquistare il davanti delle famose maglie dei Blancos. Un grande grazie a @cronicasRM per la segnalazione.
Sega stava per sponsorizzare il Real Madrid
All’epoca, il Real Madrid era sponsorizzato dal produttore tedesco di elettrodomestici da cucina Teka, il cui contratto di lunga durata prevedeva un pagamento annuo di circa 500 milioni di pesetas (circa 3 milioni di euro) e sarebbe scaduto il 30 giugno 2000.
Con l’obiettivo di aumentare in modo significativo i ricavi commerciali, i dirigenti del Real Madrid si erano prefissati un obiettivo ambizioso di 1.000 milioni di pesetas a stagione per il loro prossimo accordo. Sega superò di gran lunga quella cifra, presentando un’offerta di 1.100 milioni di pesetas (circa 6,6 milioni di euro) all’anno con un contratto triennale a partire dalla stagione 2000-2001, raddoppiando di fatto i ricavi da sponsorizzazione del club.
Una grande spinta per il Dreamcast
La mossa faceva parte di un’aggressiva campagna di marketing europea da parte di Sega per promuovere la sua console Dreamcast appena lanciata. Nello stesso periodo, Sega investì pesantemente nel calcio europeo, stringendo accordi di sponsorizzazione sulle maglie con Arsenal, Sampdoria e Saint-Étienne.
Marca pubblicò persino dei rendering che mostravano come sarebbero state le maglie del Real Madrid adidas del periodo 1998-2000 con il marchio: la maglia bianca da casa e la seconda maglia blu presentavano il classico logo Sega blu navy, mentre la divisa alternativa nero-oro sfoggiava il logo a spirale del Dreamcast, riprendendo lo schema alternato di casa e trasferta dell’Arsenal.
I legami erano profondi anche dietro le quinte. L’attaccante francese Nicolas Anelka aveva appena completato un trasferimento di grande risonanza dall’Arsenal al Real Madrid nell’estate del 1999, dopo aver già partecipato a campagne promozionali di Sega in Inghilterra.
Ancora più sorprendente è il fatto che José Ángel Sánchez, che ha ricoperto il ruolo di direttore generale e amministratore delegato del Real Madrid per oltre due decenni sotto la guida di Florentino Pérez, all’epoca delle trattative lavorava come alto dirigente presso Sega Europe, prima di entrare a far parte della dirigenza del Bernabéu nel 2000.
Nonostante le trattative fossero a uno stadio avanzato a Londra tra i dirigenti del club e i rappresentanti di Sega, l’accordo non si è mai concretizzato. Il Real Madrid alla fine ha concordato un breve rinnovo con Teka per la stagione 2000-2001, per poi rimanere senza sponsor durante la storica stagione del centenario 2001-2002 e firmare successivamente con Siemens Mobile nel 2002.
Anche se le maglie Sega non hanno mai calcato il campo del Santiago Bernabéu, il concetto rimane uno dei più grandi “what-if” nella storia delle maglie da calcio.
Cosa ne pensi se all’epoca Sega fosse diventata lo sponsor principale del Real Madrid? Lascia un commento qui sotto.